Il ruolo chiave della consapevolezza nell’esperienza alimentare

“Mangiami, mangiami, non lo dico a nessuno. Guarda, facciamo che questa è davvero l’ultima volta e poi a partire da lunedì… se ci pensi bene, in fondo compensa il pranzo che hai saltato l’altro giorno. E poi, mi sembrava che ti fossi ripromesso di essere più indulgente con te stesso, più disposto ai compromessi. Non è forse l’occasione ideale per dimostrare che sei felice di essere quello che sei, che non ti importa di quello che pensano gli altri? E poi, dai, se lo fai, non dovrai più pensare a me, giusto? Certo, immagino che potresti buttarmi via e basta, ma sarebbe proprio uno spreco, no? Anzi, ti sentiresti ancora peggio, lo sai che è così. Non sarebbe affatto giusto nei confronti di tutti i bambini che muoiono di fame nel mondo, non credi? Mangiami, dai…”.

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Mindfulness: l’arte della felicità nel presente dimenticato

Negli ultimi anni si sente parlare sempre più diffusamente di Mindfulness ma potresti essere uno degli utenti che in effetti non conosce questo termine e non si è mai imbattuto nella molteplicità di libri, articoli e servizi proposti da istruttori e psicologi certificati nel settore. Questo articolo è pensato specificatamente per te che non hai mai sentito parlare di Mindfulness, ma l’invito è egualmente rivolto a tutti coloro che volessero semplicemente curiosare sull’argomento o coglierne sfaccettature diverse.

Il termine  “Mindfulness” è stato importato dal mondo anglosassone e corrisponde alla traduzione della parola “sati” nell’antica lingua pali; già da questa semplice premessa possiamo osservare che l’intento è quello di portare nella nostra cultura occidentale un approccio nato nella tradizione orientale.

Di cosa si tratta esattamente? La Mindfulness è una qualità della nostra mente che consiste nell’intenzione di sostenere ed orientare l’attenzione verso il momento presente, ovvero l’esperienza che si sta dispiegando proprio in questo momento.

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Il più grande ostacolo alla felicità? Siamo noi

 

“Domani, continuerò ad essere. Ma dovrai essere molto attento per vedermi. Sarò un fiore o una foglia. Sarò in quelle forme e ti manderò un saluto. Se sarai abbastanza consapevole, mi riconoscerai, e potrai sorridermi. Ne sarò molto felice.”
Thich Nhat Hanh

 

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La felicità è l’emozione più ambita nella vita di una persona, ma talvolta può trasformarsi da stato emotivo piacevole ad obiettivo da raggiungere a tutti i costi, il cui costante anelito è una fonte di stress ben lontana dal proposito di base.

La felicità può essere considerata uno stato sfuggente, inafferrabile e frustrante. Per molti si tratta di un ideale non raggiungibile e pienamente conoscibile dalla nostra natura umana, caratterizzata dalla continua ricerca di soddisfazioni parziali, gratificazioni mutevoli e piaceri sensoriali, i cui oggetti di brama sempre diversi spesso non sono altro che distrazioni da bisogni ben più importanti e di difficile ascolto. Continua a leggere

Le emozioni, queste sconosciute… sono guide affidabili o ingannevoli? Buddismo e psicologia a confronto

Recentemente le emozioni sono state le protagoniste dell’apprezzato Inside Out, che nel precedente articolo mi ha ispirato una serie di considerazioni sulla desiderabilità sociale della felicità, spesso associata più ad un bisogno occidentale di apparire che non ad uno stato emotivo colto nella sua essenza più profonda, inestricabilmente legato al poter sperimentare e accettare anche stati di tristezza meno piacevoli.psicologos_zpsb9783642

Le emozioni umane seguono spesso logiche incomprensibili o non completamente afferrabili, che la psicologia scientifica si propone di studiare ormai da più di un secolo, con teorie di riferimento e metodologie molto diversificate. Le prime teorie al riguardo possono essere riassunte nella contrapposizione tra origine meramente neurofisiologica delle emozioni (postulata da James e Cannon, seppur da prospettive non coincidenti) e modelli, come la teoria dei due fattori di Schachter, che contemplano componenti cognitive più complesse associate all’attivazione fisiologica. Le teorie dell’appraisal pongono l’accento sul ruolo delle valutazioni cognitive connesse all’evento emotigeno e su quanto desideri, convinzioni, credenze, scopi, aspettative e norme sociali in realtà influenzino sia la percezione degli stimoli che la risposta emotiva. Continua a leggere

Può esistere una felicità senza tristezza? Scopriamolo con Inside out!

Inside out è un film sorprendente e sofisticato che offre molteplici spunti di riflessione su un tema ancora poco affrontato con la dovuta sensibilità, le emozioni; il nuovo film della disney pixar ci permette di viaggiare nel mondo delle emozioni di una ragazzina di 11 anni, Riley, che ha da poco affrontato un trasloco con i suoi genitori dal Minnesota a San Francisco. Le vere protagoniste della storia sono le cinque emozioni di base (felicità, tristezza, rabbia, disgusto e paura), che per semplificazione narrativa sono le sole a contendersi la gestione degli eventi di vita della piccola, dietro una simpatica console nella sala di comando del cervello.pixar

Paul Ekman, consulente del film, ha svolto importanti studi in Papua Nuova Guinea che hanno permesso di individuare le microespressioni facciali corrispondenti alle sei emozioni universali di base, indipendenti dalla cultura e dal contesto di riferimento, tra queste sono presenti le cinque emozioni protagoniste del film a cui va aggiunta l’esclusa “sorpresa”. Continua a leggere

Alla ricerca del tempo perduto. Come vivere un buon rapporto con il tempo

“Il tempo è la cosa più preziosa che un uomo possa spendere” TeofrastoFeatured image

Il rapporto con il tempo è una delle aree più affascinanti e avvincenti da esplorare, in quanto ognuno di noi vive il ticchettio dell’ orologio in modo assolutamente soggettivo ed unico. Se chiediamo ad un gruppo di persone di dare una stima del tempo trascorso in una stanza o proviamo a quantificare la durata di una nostra attività, come la lettura di un articolo o la passeggiata al parco, ci renderemo di quanto sia difficile oggettivare il tempo e condividere con gli altri la stessa percezione se non abbiamo un orologio a disposizione;  ad esempio cinque minuti possono passare velocemente o al contrario essere vissuti come un intervallo molto dilatato, a seconda dell’interesse verso l’attività che si sta svolgendo (legge di Fraisse), dello stato d’animo e di un insieme di fattori dinamici più o meno stabili e correlati alla personalità.

Il tempo è una dimensione nel contempo oggettiva e soggettiva, uguale per tutti e sempre diversa, esterna ed interna, che si è sempre prestata, data la complessità, ad una molteplicità di riflessioni di carattere scientifico, letterario, filosofico e psicologico. Continua a leggere

L’importanza di curare il rapporto con se stessi

Spesso ci sentiamo ripetere quanto sia importante prendersi cura di se stessi, piacersi e coltivare un buon equilibrio mentale, ma tutti questi inviti rischiano di tramutarsi in frasi fatte e quasi prive di convinzione, se alla base non si comprende il potere della mente nella determinazione del nostro benessere. Si può credere ingenuamente che la felicità dipenda quasi esclusivamente da una serie di condizioni esterne da ricercare e preservare e che per stare bene si debba lottare contro le avversità che la vita ci propone. Questa convinzione ci espone ad una sofferenza continuativa che consiste nell’opporci agli eventi non desiderati e ad assumere un atteggiamento negativo, anziché cogliere la ricchezza insita nelle opportunità delle situazioni non pianificate. Anche quanto da noi non stabilito o non gradito, può insegnarci qualcosa, porci a confronto con parti di noi che possiamo conoscere sempre meglio e con cui nel tempo impariamo a non entrare in conflitto.19300997303_cf753c76bb_o Continua a leggere